La scuola dell’infanzia: sceglierla, amarla, valorizzarla.

In Italia, le scuole dell’infanzia sono dedicate ai bambini dai 2 anni e mezzo (nati entro il 30 aprile) fino ai 6 anni. Si differenziano per tipologia gestionale (scuola pubblica – comunale o statale, scuola privata – parificata o non parificata) e per metodo didattico (tradizionale, montessoriano, steineriano, malaguzziano, libertario, internazionale, ecc.).

Se siete orientati verso quella pubblica il metodo sarà quasi sempre tradizionale, o in alcuni casi montessoriano. Nella zona di Reggio Emilia si trovano inoltre le esclusive scuole impostate secondo il Reggio Emilia Approach.

Anche se non certificate secondo uno specifico metodo, molte scuole propongono comunque valide offerte formative che traggono ispirazione dagli indirizzi pedagogici più noti. Al di là del metodo, è sicuramente il personale a fare la differenza. L’amore e il rispetto per i bambini è una dote che non si conquista con una laurea o con la maternità, è una predisposizione del cuore che va coltivata in un terreno fertile.

A prima vista, facendo solo il “giro della scuola” in occasione delle giornate di apertura al pubblico, non è certo facile valutare questo aspetto, però ci sono certi elementi che ci possono far intuire se la scuola che ci si presenta davanti è più simile ad una “casa dei bambini” o ad una rigida istituzione.

Proviamo allora a prestare attenzione ad alcuni particolari che riguardano:

– gli spazi dedicati ai bambini: mi piace pensare che i bimbi possano stare in luoghi puliti, luminosi, silenziosi, colorati, a loro misura e sicuri; che possano godere di un giardino, meglio se alberato e lontano dalla strada, e anche di piccoli cantucci dove poter leggere o semplicemente sognare… osservate che le attrezzature siano curate e che i locali siano ben manutenuti.

– l’alimentazione: lo ammetto, preferisco la cucina interna (magari bio!), mi da l’impressione che i bambini possano essere più coinvolti dai profumi del cibo, anche se poi appena arrivano a casa finiscono subito in doccia perchè lasciano al scia di minestrone!!! e poi avere la cucina a portata di mano offre opportunità didattiche altrimenti difficilmente sperimentabili. Avere una copia del menu settimanale o mensile può essere utile.

– la didattica: attività sì ma senza esagerare! I bambini sono curiosi e intuitivi. Nella mia seppur limitata esperienza, ho notato che i bambini sono più partecipi e attivi se svolgono attività che regalino loro l’emozione della scoperta, della trasformazione e dell’autonomia. Penso quindi che siano da preferire scuole che incoraggino attività esplorative a 360° piuttosto che rigidi programmi di insegnamento. Che belle, ad esempio, quelle scuole dotate di un piccolo orto (e magari qualche animale!) a disposizione dei piccoli: la natura richiede pazienza, dedizione e costanza, ma poi regala magnifiche emozioni, spesso difficili da trovare nella nostra società occidentale… Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) è obbligatorio ed è a disposizione di chiunque lo richieda, e allora chiediamolo senza timore, leggiamolo, confrontiamolo con quello di altre scuole e di altri metodi e scegliamo quello che ci sembra più adatto a noi e ai nostri figli.

– il personale: la formazione è d’obbligo ma sono convinta che un contesto sereno, piacevole e affiatato sia indispensabile per svolgere al meglio qualsiasi lavoro. Se le maestre sono serene e appassionate lo saranno anche i bambini. Stabilità del personale, forme contrattuali che favoriscano continuità e senso di appartenenza sono sicuramente elementi da considerare positivamente.

– amministrazione: se “i conti tornano” è più probabile che la scuola funzioni bene. Una scuola “in rosso” sarà portata a fare economia, dalla manutenzione al cibo, dalla didattica alle pulizie. Per avere più trasparenza, meglio se esiste un comitato direttivo a cui partecipano a turno alcuni genitori. Per quanto riguarda le rette, spesso anche le scuole private hanno rette variabili in funzione del reddito, non è detto quindi che costino di più di quelle pubbliche.

– un’ultima riflessione su… i valori: iniziare in sintonia è meglio! Per la serenità di tutti (bambini, genitori e insegnanti) cerchiamo una scuola di cui condividiamo princìpi e valori di fondo, così che le due realtà -scuola e famiglia- possano valorizzarsi a vicenda, lavorando insieme su linee comuni.

e infine… la scelta: mamme e papà vedono le cose da prospettive diverse, confrontatevi e seguite il vostro istinto!!!

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