Scuola: la questione dei contributi volontari

In questi giorni, in concomitanza con le iscrizioni scolastiche, si ritorna a parlare dei contributi volontari richiesti dalle scuole.

Sì, perchè, tra i vari moduli che vengono consegnati alle famiglie per formalizzare l’iscrizione (dalle primarie alle superiori), spesso si trova anche un bollettino postale relativo ai contributi volontari. L’importo è variabile in quanto viene stabilito autonomamente da ciascun Consiglio d’Istituto.

Le scuole possono infatti richiedere alle famiglie una donazione per finanziare attività di ampliamento dell’offerta culturale e formativa, è vietato invece chiederla per le attività di funzionamento ordinario e amministrativo.

Se però da un lato le scuole sono legittimate a farlo, d’altra parte il Ministero dell’Istruzione precisa che tali contributi devono essere volontari, e pertanto le famiglie possono esimersi dal pagarli, oppure pagarli parzialmente, secondo le proprie disponibilità/valutazioni.

D’altra parte, invece, è obbligatorio pagare le tasse scolastiche e alcune spese che la scuola sostiene per conto delle famiglie (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.).

Da qui nasce la “tecnica” secondo cui alcune scuole allegano il bollettino che riporta un importo unico, comprensivo sia dei rimborsi obbligatori che del contributo volontario, lasciando intendere che, in caso di mancato pagamento, l’iscrizione del figlio non possa essere accettata.

A livello normativo:

– E’ obbligatorio pagare solo la tassa di iscrizione (€ 6,04) e la tassa di frequenza (€ 15,13).

– Altre erogazioni sono da considerarsi come un contributo volontario e se specificatamente finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa, sono detraibili per il 19%.

– L’iscrizione non può in alcun modo essere subordinata al pagamento dei suddetti contributi.

Se questi sono gli aspetti normativi, bisogna anche dire che la scuola italiana soffre sempre di più per la mancanza di fondi e, in molti casi, questi contributi consentono di fatto di poter garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica. La scelta di pagarli o meno, rimane comunque alle famiglie.

***

Fonti informative:

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: pagina dedicata alle tasse scolastiche

– Adiconsum, Le tasse e i contributi scolastici e Skuola.net: due vademecum sull’argomento

DL 40/2007 art.13 comma 3: sulla detraibilità dei contributi

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